Sabato 2 Dicembre 2006
ASSOCIAZIONE SPELEOLOGICA ROMANA '86

Ouso di Passo Pratiglio - Supino (FR) La 931
COORDINATE PRATIGLIO: N 41°36'25,1" EO 13°09'32,8" Quota m 1.360
MAP DATUM GPS: WGS84

Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio
Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio
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Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio Ouso di Passo Pratiglio

[Canon PowerShot A710 IS]


[ Altre Foto ]

Ouso di Passo Pratiglio – 2 Dicembre 2006

Partecipanti: Antonio Angelo, Fabio De Paolis, Jacopo, Marco Tracci e Valeria.

Non sembra, ma dietro ad ogni uscita di grotta o di trekking ci sta tutto un mondo.
Un mondo fatto di proposte e controproposte...di proposte dibattute... modificate…bocciate.Si comincia a metà settimana a sondare il terreno...per arrivare all’appuntamento del venerdì sera con le idee chiare.

Tutto si gioca in sede nei pochi minuti finali , al massimo una mezz'ora, perché nella prima parte della serata si parla di altro. Partecipano alla discussione anche persone che di fatto non verranno in grotta. E’ una “collaborazione” spesso disinteressata e genuina…altre volte invece dietro al consiglio di andare in grotte “minori” si cela il rosicamento (di Nanni) per l’uscita cui non si potrà partecipare.

Qualcuno vorrebbe fare una uscita nella quale coinvolgere anche gli ex corsisti (Antonio, ndr)...altri vorrebbero fare qualcosa di più impegnativo (io e Fabio, ndr). Vincono i secondi, nonostante venga loro proposta una gran quantità di possibili alternative. La determinazione è dovuta al fatto che hanno sentito parlare di una grotta verticale già armata: l’Ouso di Passo Pratiglio!!!
Ormai si va a sensazioni…basta un nome di una grotta per far riaffiorare i racconti di amici che ci sono già stati. Alla fine si decide per una due giorni democratica: uscita di grotta per sabato...di trekking leggero per domenica.

Sabato 2 dicembre 2006: Ouso di Passo Pratiglio – Supino (FR).

Perché il Pratiglio?

Perché la grotta è già armata…è profonda (-800 m)...ed ha pozzi di tutto rispetto.
L'appuntamento, comodo, sarà alle ore 8:00 alla metro Anagnina…un classico speleo.
Uno studio serio ed approfondito ha dimostrato che non esiste assolutamente nessuna relazione tra l’orario dell’appuntamento e l’orario di ingresso in grotta.
Qualcuno azzarda addirittura che sia possibile entrare in grotta ancor prima di essersi visti a Roma. Tale tesi, contrariamente alla prima, non è tuttavia ancora stata dimostrata.

La mattina, prima ancora di arrivare ad Anagnina, si delineano i partecipanti grazie agli sms. Nel corso della notte si sono aggiunti al gruppetto dei promotori ( Antonio, Fabio ed io), anche Jacopo (ex corsista ASR86 in perenne procinto di iscriversi all’ASR86) e Valeria (Geologa , giunta a Roma da poche settimane ed alla sua prima uscita nelle grotte laziali).
Questo sarà il quintetto che, superato Supino e raggiunto il parcheggio di Pian della Croce dopo il consueto trekking di avvicinamento al Pratiglio, si calerà nell'Ouso grazie all'armo già predisposto. La grotta, nella sua prima parte (esplorati circa 200 degli 800 m di profondità) , è una sequenza ininterrotta di pozzi che ci porta senza problemi a circa -200 m , rispetto alla quota di ingresso ( m 1.360 slm):

La serie di pozzi è la seguente:

P22
P25
P50
P10
P21
P6
P12
P10
P3
P7
P19
P15
P7

...si arriva quindi a -191 m, al Vicolo delle Madonne..un nome, un programma!
Una occhiata è sufficiente per capire che non è il caso di infilarsi nel vicolo: mi tiro indietro e riesco. E' già tardi, c'è tutto il ritorno da fare...ed il vicolo sembra veramente degno del suo nome.

Ma Jacopo non si ferma, lui vuole andare avanti...sarà per le madonne che spera di incontrare? Va…e procede di qualche metro (forse5-10 sui 40 annunciati). Subito dopo si infila Valeria e raggiunge (o quasi) Jacopo..con qualche madonna in più.

A quel punto si crea il dilemma: che fare?

Vabbè..Fabio pure entra nel vicolo e subito dopo anche io. Il tempo di dire ad Antonio di aspettarci li, ed i due di testa hanno già cambiato idea.

Qualcosa deve essere scattato.

Torno indietro da Antonio quasi insieme alle mie parole di poco prima (“..tra mezz'ora al massimo saremo di ritorno..”) e subito dopo anche Fabio, Valeria e Jacopo.

Ci aspetta il pranzo e, quindi, la risalita. Sono circa le 17:00 quando Antonio inizia a risalire il primo dei 13 pozzi…mentre l'ultima foto che faccio io, prima di iniziare la mia risalita, è alle 18:00.
Quindi rispetto al primo, ho già un'ora di ritardo che sommata ai tempi di attesa successivi...più qualche altra foto...diventeranno due se non di più.

Qualcuno aspetterà due ore davanti alla macchina, bagnato o sudato...qualcuno aspetterà 1 ora...altri arriveranno ed apriranno le porte.
Siamo io e Fabio, custodi delle chiavi ed ultimi ad essere usciti dall’Ouso.

Le urla di uno Jacopo infreddolito e privo del conforto di una sigaretta riecheggeranno nella vallata risalendo fino a noi e ci terranno compagnia per tutta la durata della discesa, fino al parcheggio.

Pazienza, in fondo è tutta esperienza: se sei il primo ad uscire, assicurati di avere le chiavi della macchina.

La grotta merita una visita, i pozzi sono belli e generosi, la roccia spigolosa e tagliente. Ma se ci andrete, state attenti a dove vi appoggiate...e state attenti ai blocchi di fango che si staccano dalle volte della grotta.

Marco Tracci


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Pagina on line dal 8 dicembre 2006